TRAUMI E POSTURA: LE RESTRIZIONI DI MOBILITÀ FASCIALE

Il termine “trauma” non è riferito soltanto ad incidenti e cicatrici fisiche, ma possiede una connotazione più vasta che abbraccia diversi campi della salute umana, da quello fisico a quello psichico assumendo, quindi, anche connotati emozionali.
Esiste una forte correlazione tra traumi e postura, non sempre immediatamente chiara ed identificabile. 
Per poter capire come può un “trauma” avere conseguenze su tutto il sistema posturale bisogna comprendere il ruolo del sistema fasciale e la sua importanza per l’intero organismo.

 

Traumi e postura: il sistema fasciale

 Il sistema fasciale è costituito dall’insieme delle strutture connettivali fibrose che permettono il collegamento tra le diverse parti del corpo.
Queste strutture vanno da una pellicola sottilissima, simile ad una ragnatela, a vari strati di membrane specializzate. La più ovvia è la membrana cutanea, la pelle. Internamente queste diverse membrane protettive sono organizzate generalmente in fasce.
L’aspetto interessante delle fasce o dei tessuti connettivi del corpo è che l’intera rete è connessa e continua. Ad esempio, la fascia che circonda il cuore è collegata ed attigua alla fascia che nella zona delle costole circonda i polmoni, le arterie, i muscoli e, indirettamente, ogni organo del corpo.

 

È proprio a causa della continuità della fascia che un trauma può determinare tensioni, squilibri e dolori anche in zone più distanti rispetto al punto di origine.
Un “trauma” non comprende solo le cicatrici o gli incidenti fisici, ma include anche le componenti psichiche ed emozionali. Situazioni persistenti di paura, tristezza, ansia, conflitto e stress scaricano sul sistema fasciale, in modo involontario, forti tensioni non fisiologiche, attivando posture e schemi motori disfunzionali che, nel tempo, scatenano dolori miofasciali. 

Le tensioni miofasciali e l’alterazione della postura

La fascia, quindi, è in grado di “registrare” e “trattenere” determinati traumi fisici e/o emozionali reagendo con tensioni miofasciali di difesa, alterando la postura dell’individuo, che nel tempo inizierà ad avvertire dolori causati da questi “compensi”.

Riassumendo, possiamo affermare che le restrizioni di mobilità fasciale possono essere causate da:

    • Traumi fisici
    • Fattori chimici (alimentazione, farmaci, sostanze tossiche)
    • Eventi climatici (vento, freddo, umido)
    • Elementi emozionali 

Pertanto, a seconda della causa scatenante il problema, l’approccio “terapeutico” deve essere impostato valutando l’impiego di:

  •  Tecniche di stretching globale che vanno ad agire direttamente sul sistema fasciale
  •  Una corretta alimentazione e/o protocolli di disintossicazione
  • Tecniche e terapie che agiscano sul riequilibrio emozionale e sullo sblocco delle tensioni interne (tecniche di rilassamento, yoga, osteopatia viscerale ecc).

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